3° articolo del Nuovo Settimanale di Arezzo
Continua Arteggiando L'arte dalla A.
ARTEGGIANDO: L’arte dalla “A”
Sono passate le nostre tre settimane, e torniamo a parlare di Arte. Abbiamo detto che per apprendere a disegnare bisogna essere come una macchina fotografica, e con il cervello un po’ tra le nuvole, ed è anche vero, che a questo punto del percorso si dovrebbe cominciare ad abbandonare la teoria e passare alla pratica dando l’inizio a un vero e proprio corso di disegno. Questa cosa non è possibile su queste pagine poiché la tecnica richiederebbe l’uso di grafici di spiegazione ed esercitazioni, perciò posso solo sollevare quesiti e fare aumentare il punto di riflessione nel campo delle arti visive parlando di esempi, e perché no, d’immagini che sono visibilmente riconoscibili e appropriatamente raggiungibili anche nella nostra città. Uno dei grandi problemi che una persona affronta nella fase dell’apprendimento del disegno è la riproduzione prospettica della realtà. Una cosa da non sottovalutare assolutamente. Infatti, durante i miei corsi di apprendimento al disegno e alla pittura, è il momento che crea più impegno da parte degli allievi. Guardiamo nel nostro personale bagaglio storico, tutti avranno la sensazione chiara di quello che intendo scrivere. Ritorniamo con la memoria alla nostra infanzia. Ci ricorderemo i nostri primi disegni da bambini che riproducevano in maniera piatta le figure composte primariamente da sintesi, come le stanghette con cui si disegnava la figura umana, le case erano rigorosamente piatte, e in’oltre la sproporzione tra la casa e le figure erano evidenti. Crescendo la capacita espressiva e critica aumenta e con essa, lo spessore delle stanghette, cambia e muta fino a diventare la rappresentazione di pantaloni e magliette, e stranamente appare anche la parete laterale della casa, anche se sempre fuori prospettiva. Questo significa che il punto di osservazione è aumentato ed è già cominciata la ricerca dello spazio tridimensionale nella seconda dimensione, ancora non curandosi per nulla della profondità prospettica. Questo ha sempre sollevato in me un dubbio che nessuno ancora oggi è riuscito a spiegarmi in modo esaustivo. Come mai per arrivare ad avere una rappresentazione tridimensionale e prospettica abbiamo dovuto aspettare Brunelleschi nell’architettura, e Piero della Francesca nella pittura? Alcune teorie dicono che, poiché la raffigurazione tridimensionale era divina, non era possibile rappresentarla. La ritengo una risposta completamente errata, anche perché devo ancora trovare un uomo che non abbia disubbidito a Dio, e per questo che sono in attesa che si trovi un documento, magari risalente ai tempi dei Faraoni che mi faccia capire che l’uomo tentava di riprodurre in senso prospettico la realtà. Giacché a oggi nessuno mi ha mai dato una risposta plausibile, azzardo, un’ipotesi; è possibile che per incapacità (pari a quella di un bimbo) e ignoranza, per lungo tempo non si sia data assolutamente importanza alla cosa?prediligendo la scultura come rappresentazione della realtà e relegando al segno l’astrazione della realtà arrivando quasi a una sintesi tipica del segno comunicativo sia esso numerico sia linguistico. Questo è quello che vediamo nei geroglifici egizi e altre civiltà ancora, come Maya, Aztechi, Etruschi ecc..Ciò mi fa pensare che, finche l’alfabetizzazione era minima il linguaggio,era dei segni, e solo in un secondo momento grazie all’alfabetizzazione di massa si sia presentata l’esigenza di sviluppare altre finezze espressive come la pittura che diventa riproduzione della realtà anche tridimensionale. Approfondiremo l’argomento alla prossima uscita con altri esempi, e spero nel frattempo che qualcuno possa contattarmi, se ha informazioni in merito a consolidare o smentire il mio pensiero.
Alessandro Marrone
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casualmente disegnato da me!!!
è stato presentato il LOGO ufficiale della neo nata "COMMISSIONE MONTA DA LAVORO STORICA della FITETREC-ANTE"
domenica tre aprile 2011
casualmente dise ..
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• Guardare e non vedere, saper vedere per disegnare e comprendere ciò che si vede a cura del maestro Alessandro Marrone
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Annuncio della prossima realizzazione della scultura dedicata a Luciano Pavarotti e Frank Stella con ILICA ( Italian Language Inter-cultural Alliance)
