INAUGURAZIONE SCULTURA TRASIMENO E AGILLA

02.04.2017 17:24

L’otto Aprile il taglio del nastro della scultura di Alessandro Marrone

dedicata a “ Agilla e Trasimeno” a Castiglione del Lago (Pg)

 

L’opera Donata dalla Contrada “Prati” al Comune collocata nella rotonda di viale Umbria- zona “Prati” alla presenza delle autorità e dello stesso artista verrà scoperta alle ore 18,00, seguirà un’esibizione del Gruppo Folk “ Agilla e Trasimeno”.

La scultura rappresenta il tragico epilogo del leggendario amore della ninfa Agilla nei confronti di Trasimeno. La fantastica storia che vede la giovane ninfa del lago innamorata tanto da attirare a se, con il suo canto suadente l’adonico principe Trasimeno, che corrispose. La storia breve del loro idillio dura solo un dì, infatti dopo le nozze ,il giovane principe si tuffa nelle acque del Lago dalle quali non riemergerà più, mentre la sua amata lo osservava dalla riva. La giovane disperata lo cercò a lungo senza esito , tanto che terminò i suoi giorni su una barca al centro del lago. Si narra che nelle sere d’estate quando una brezza leggera fa ondeggiare le foglie degli arbusti sembra di udire il canto della ninfa alla ricerca del suo Trasimeno.

L’omaggio della scultura deciso dal comitato della contrada “ Prati” a ricordo della ventennale attività, iniziata negli anni 80 dei residenti della zona per rispondere alla richiesta della Pro-Loco di Castiglione del Lago per contribuire alla realizzazione della sagra del Tulipano, nell’ambito dell’allestimento dei carri allegorici e delle taverne allestite nel centro storico del paese. Il mutamento della strategia attuata dalla pro-loco in ordine allo svolgimento della festa del tulipano e la concomitante disgregazione del gruppo originario, ha portato allo scioglimento della associazione stessa. Negli intenti del comitato promotore è prevalsa l'idea di destinare i pochi fondi rimasti a ricordare l'attività della contrada e come riferimento di identità per i cittadini che vivono nella zona Prati e il Comune tutto. L’artista che annovera così la sua quinta opera nel territorio umbro in questa realizzazione miscela la sua capacita classica con il suo riconoscibile stile nel dar vita all’acciaio che predilige come materia suprema.